sabato 31 marzo 2007

vagamente sembra esagerazione sir


Sir, ho chiesto puju sir, non immaginavo fosse un puju intero sir.

Sir, ha malauguratamente dimenticato di portarmi la sega per oltrepassare lo sterno sir.

Sir, mi sto appassionando a questa curiosa simmetria che contraddistingue il puju sir.

Sir, ho anche imparato la provenienza delle diverse parti del puju sir.

Sir, non sembrava forse chiaro sir, che fossi l'unico commensale sir?

Sir, mi dispiace di non aver con me la mia raccattasomigli per mandare la foto del puju in europa sir.

Sir, Queste due brancette d'insalata sir, mi sembrano misere in confronto al resto sir.

Sir, m'e' avanzata tutta la parte nord del puju sir.

Sir, la ringrazio, senza di lei stasera sir la mia vena creativa sarebbe stata in fallo sir.

Sir, le assicuro sir che anche se stilisticamente diverso sir, questo post risponde a verita' sir.

venerdì 30 marzo 2007

un tranquillo ritorno di paura

Questo che mi e' capitato stasera merita un post. Considerate che sono stato fino alle 8 in ufficio, fino a quell'ora sopratutto per comunicare un po' con l'italia che, per via del fuso, non si sveglia mai presto.
Esco e decido di fare un pezzo a piedi, tanto con quei cazzo di bus non si capisce una sega, una volta passano per di qua e tu stai aspettando di la', l'altra volta passano di la' e tu stai aspettando di qua... fanculo, vado a piedi. Vado a piedi al massimo fino al gate (ingresso) del technology park, oltre quel punto e' obbligatorio un mezzo... altrimenti morte assicurata!

Mentre mi avvicinavo al gate, camminando velocemente perche' sapevo che il bus sarebbe pasato di li a poco, vedo sto cazzo di bus che raggiunge la fermata. Ero distante piu' di 300 metri. Mi sono fatto una di quelle corse da primato mondiale, era l'unica possibilita', non avevo voglia di apettare non so quanto per il prossimo bus, e non riuscivo a crederci, ce l'avevo fatta per un pelo, addirittura fermando il bus al volo.
Salgo trafelato, sudato, appiccicato con le cuffie dell'ipod che svolazzavano qua e la'.
Scendo alla fermata di quella che sara' la mia casa a partire da domenica, dovevo prendere le chiavi. Salgo all'undicesimo piano, suono, mi apre il mio futuro coinquilino e nonche' padrone di casa. Mi da le chiavi, io sudavo ancora come una merda... tutto ok, ciao ciao, ci vediamo domenica per il "trasloco".

Ritorno all'ascensore, "sara' meglio che metta il tesserino dell'azienda nel marsupio, non va bene che sia attaccato alla tasca dei pantaloni in maniea cosi' poco sicura... ma dove caspio?!?....dove caspi..il tesserino.....

ehm...

ok, l'avevo perso....
vorrei sottolineare l'importanza di quel tesserino di mmerda: e' abilitato ad aprire tutte le porte dello stabilimento, compresi laboratori che contengono apparecchiature costosissime, era il mio tesserino personale e qualsiasi cosa fosse avvenuta imputabile al suo smarrimento sarebbe stata sotto la mia responsabilita'.
Dove l'avevo perso? camminando velocemente? correndo? salendo sul bus? sedendo sul bus? scendendo dal bus?
Quella buon anima pia del mio futuro coinquilino decide di aiutarmi nella ricerca, e mi scarrozza in macchina nei punti sensibili dove potevo aver perso la preziosa carta (e' stato gentile oltre ogni misura considerando che stava in casa praticamente in mutande e s'e' vestito per aiutarmi).

Pensavo di averlo perso mentre mi sedevo sull'autobus e stavo gia' pianificando di appostarmi ad una fermata, aspettare tutti gli autobus 418, quello e' il numero, riconoscere l'autista e salire su quello giusto per la disperata ricerca.
Intanto la soluzione piu' semplice era cercane nella zona dove avevo fatto i 300 metri piani in tempo record. Chiedo alla portineria del technology park, "avete per caso trovato un tesserino, l'ho perso io"..... nulla da fare.
Scandagliavo attentamente tutta la strada dove avevo corso ed ecco che salta fuori un tipo che mi dice: "you lost? you lost card?" (lo so che l'inglese non e' corretto ma se il tipo parlava cosi' che ci poso fare?)

yeeeeessss sono io... l'aveva trovato lui gironzolando a piedi nella zona. Che gioia riaverlo di nuovo sotto gli occhi.

la morale e' "che razza di culo..."

preghiera break

Ragazzi, dovreste assaporare la pace che c'è in ufficio durante la pausa pranzo del venerdì... nessun uomo presente (oltre a me) sono tutti a pregare, solo ragazze che sedute tra i loro veli a volte sonnecchiano, a volte si svagano leggendo qualcosa su internet.
Il rumore del server alle mie spalle sa quasi di ninna nanna, mi vorrei coprire con una copertina e mettermi a fare una pennica. Ecco, quella in foto è anch'essa una pausa pranzo, se vogliamo rappresenta proprio ciò che qui la pausa pranzo non è.
Su queste note ricordate ch... zzz

mercoledì 28 marzo 2007

cammina cammina

Mi sembra giunto il momento di affrontare la misera condizione del pedone Kuala Lumpurense. Già so che dopo questo post le mamme inizieranno a sfracassare i maroni, ma sento la necessità di esternare. Tipo quando si va in bagno.

E' molto difficile essere pedone qui a KL.
Il problema che salta subito agli occhi, ne avevo già parlato in uno dei primi post, è la conformazione della città. E' fatta come un insieme di isolette urbane unite da... in italia le chiamerei superstrade visto che hanno 2 corsie per ogni senso di marcia (a volte 3), che non sono percorribili a piedi. Insomma i mezzi pubblici sono indispensabili, e fin qui nulla di strano per una capitale, ma ai cittadini di KL non piace molto prendere il bus. Hanno quasi tutti la macchina. Io in generale cammino parecchio e la cosa non mi dispiace, solo il caldo rompe un po'.

Parliamo dei mezzi pubblici, gli autobus sono abbastanza puntuali, ma non troppo frequenti. Ieri per tornare a "casa" c'ho messo un ora e mezza per fare pochi chilometri, tempo quasi tutto perso aspettando. I trasporti su rotaia (compresi metro, trenini vari e monorotaia) funzionano bene, anche loro si fanno un po' aspettare, ma sopratutto bisogna fare un comunicato in città per spigare alla gente che prima si fa scendere chi è dentro, poi si sale... sennò sennò diventa la sagra delle spallate.

Passiamo alla vera nota dolente. All'inizio era solo un sospetto, adesso certezza. Gli automobilisti non hanno capito la differenza tra "rosso" e "verde", proprio non gli ci entra. Quindi tutti voi che nei prossimi mesi mi verrete a trovare ;-) sappiate che anche sulle strisce con omino verde non sarete mai completamente al sicuro. Arriverà certamente l'artista di turno che col motorino vi sfreccerà vicino, oppure l'automobilista che vi vede magari un po' indecisi, ed allora per non sbagliare cerca di investirvi. Le prime volte i vaffanculo si sprecano, poi non ci farete più caso.

L'altro giorno camminavo in un parcheggio vicino all'hotel ed una macchina stava infilandosi col muso in un parcheggio libero. Il problema è che ha cercato di infilarsi mentre passavo io, si è fermato, ma appena sono uscito dal suo campo visivo ha continuato la manovra senza aspettare che me ne andassi, rischiando di acciaccarmi tra la sua fiancata e quella della macchina vicina. Non mi sono fatto nulla perchè appoggiandomi sulla macchina del coglione e su quella parcheggiata mi sono istintivamente sollevato dal suolo metendomi a sedere sopra al culo della macchina in sosta. Senza una reazione del genere mi sarebbe con buona probabilità passato sopra ai piedi, e non solo.

Un buon "che dio te fulmini" placa l'impeto.


p.s. non c'entra nulla col traffico ma sono ufficialmente diventato immune all'aria condizionata, presente in qualsiasi luogo chiuso.

lunedì 26 marzo 2007

Well Done

"Well Done"... è quanto ha detto er capoccia dopo il talk.
"Thank you Prof!"...la mia risposta.
Dopo una domenica passata un po' in tranquillità, un po' smadonnando con l'inglese oggi sono finalmente rilassato. Sono contento perchè tutto sommato ho vissuto bene i giorni pre-talk (a parte qualche momento di stanchezza).
Mi ero svegliato carico e di buon umore, come ormai mi capita spesso nelle grandi occasioni, dimenticate l'eccitazione simil-stupefacente della laurea, però anche oggi ero bello positivo.
Sono arrivato nella sala dei cavalieri della tavola rotonda, tutti aspettavano il talk del ragazzo straniero come piccolo evento settimanale (penso saranno state più di 30-35 persone). Ho iniziato a spiegare la mia roba, con calma, quando facevano domande rispondevo e poi riagganciavo il filo del discorso. Mi sono ingarbugliato un paio di volte con l'inglese, ma ci poteva stare. Grazie anche a Zia Manù, Mamma e Paolo che mi hanno mandato le foto del gennaio 2005 (oltre ai consigli), così che ho potuto mostrarle alle facce incredule ed incuriosite che mi seguivano.

Oltre alle domande tecniche mi hanno anche chiesto come funziona il sistema d'istruzione italiano, ho fatto tutto il sommario iniziando dall'asilo fino al phd. Mi hanno anche chiesto come è la disoccupazione in italia, gli ho risposto che dipende molto dal campo per cui si è studiato, ho aggiunto che nelle marche non c'è molta speranza per chi studia fisica, "facciamo molte scarpe e cappelli". Potrei sviluppare qualche software che gestisca la produzione dei cappelli per Paciotti :-)

Tutto è andato bene, ora mi posso buttare con serenità sullo studio del c++.
Avrò tempo 1 mese di studio, poi a partire dall'inizio di maggio mi faranno entrare nel giro del loro processo di programmazione.

non ho molto da dire... la serenità di questo momento mi fa tendere verso un rilassato silenzio.

al lavoro

sabato 24 marzo 2007

Un uomo Gaio

Ieri sera, dopo una intensa giornata di lavoro, decido di fare cena in uno di quei ristoranti che si trovano per strada, non era molto lontano dal mio Hotel.
Per darvi l'idea si tratta di una sorta di grande porticato con dentro dei tavoli e tutt'intorno dei banconi ben forniti di cibi. Chiedo se posso mangiare, il tipo senza troppi complimenti mi fa capire che posso sedermi dove voglio. Bisogna precisare che qui a Kuala Lumpur non tutte le persone parlano inglese, anzi, nel quartiere dove mi trovo c'è un alta percentuale di persone che conoscono solo qualche parola.

Chiedo se mi può portare mee, sono i noodles (spaghetti), e dopo un po' di discussioni, che assolutamente non ho capito, arriviamo all'accordo che mi avrebbe portato Chicken Mee (spaghetti al pollo). Dopo tre secondi arriva un'altro ragazzo del ristorante, ho avuto la sensazione che avesse un aria stranamente ed esageratamente interessata alla mia presenza. A prima vista aveva qualcosa che somigliava a Freddie Mercury, non solo i baffi.
Non voglio assolutamente cadere negli squallidi stereotipi con cui si etichettano i gay, e non voglio ripetere le solite frasi omofobiche per prenderne distanza (del tipo: attento, con quello è meglio che ti metti spalle al muro, oppure guarda si muove come una checca...ecc)... non so per certo se quel tipo fosse gay, ma giuro che mi ha guardato in un modo che mi ha tolto ogni dubbio. Io farei uno sguardo del genere solamente se vedessi la Madonna e poche altre donne al mondo.

Fatto sta che sto tipo mi chiede cosa voglia mangiare (anche se sapeva che avevo già ordinato all'altro). Ho ripetuto Chicken Mee... il tipo inizia a farfugliare qualcosa di incomprensibile, non sapeva neanche mezza parola d'inglese, alla fine dice qualcosa del tipo "Tandoori Chicken", io pensavo che stesse ripetendo l'ordinazione che avevo già fatto... invece ecco che mi ritrovo con gli spaghetti al pollo, ed in più sto cazzo di pollo tandoori da mangiare... ovviamente con le mani!
Il tipo torna nuovamente e mi chiede da dove venissi, "i'm from Italy"... Durante la cena ho evitato di posare lo sguardo su di lui, ma vedevo che si metteva spesso nello spazio che c'era tra me e la televisione che stavo guardando (anche se non capivo una mezza pippa, l'unica cosa chiara sono le previsioni del tempo) cercando di entrare nel mio campo visivo.

e la morale qual è? vi chiederete voi...

boh?!? ...dopo sono andato a dormire...

giovedì 22 marzo 2007

Diarrea, stavolta non mi avrai

Bene bene, è arrivato il momento di fare un post concernente il lavoro! Proprio oggi si è aggiunta una notiziola fresca fresca, ma andiamo con ordine.

Lunedì scorso ho incontrato "er capoccia" che mi ha chiesto cosa volessi fare, mi sono fatto prendere alla sprovvista come un coglione. Il mio desiderio fin dai tempi antichi era imparare a programmare, ma avevo passato gli ultimi giorni studiando un argomento teorico di informazione quantistica che mi stava prendendo, mi piaceva. Quindi al primo incontro sono presentato con questa tendenza schizofrenica verso la programmazione e verso la teoria, ambiti completamente opposti. Alla fine l'accordo raggiunto è stato che imparerò a programmare in c++, mi va benissimo ho sempre desiderato imparare, e condividerò con loro anche le mie conoscenze di fisica. "Er capoccia" mi ha liquidato dicendo che avrei prossimamente fatto un talk (un presentazione di fronte a tutti) sullo stesso argomento che ho studiato nella tesi.

Questo è quanto avrei detto prima di stamattina, e rimane tutto confermato, si è solo aggiunto un dettaglio. Oggi verso le 9.00 arriva un tipo (che ancora non ho capito se è cinese) e mi chiede quale sarà il titolo della presentazione che farò, glielo dico e mi comunica che dovrò fare la presentazione lunedì 26. O cazzarola, ma mancano solo 4 giorni compreso oggi... in sostanza mi sono messo di buona lena a tradurre in inglese la presentazione di power point che avevo fatto per il giorno della tesi, ho praticamente finito di tradurla. Ora si tratterà di ripassare quanto ho dimenticato e arrangiare un discorso in inglese.

Il titolo del post prende semplicemente le distanze dal passato, sto affrontando la situazione con una calma che non mi sarei mai aspettato.

Finché dura... :-)

mercoledì 21 marzo 2007

Piccoli Brividini :)

Il post sul lavoro può attendere, in questo momento mi preme un altro argomento. Domenica ho abbandonato la bettola, ora sono allo Sri Petaling Hotel. Lunedì l'ho detto ai ragazzi in ufficio, mi hanno guardato con un po' di stupore e con il riso sotto ai baffi... "sai cosa è sucesso a Marco quando stava in quell'hotel?" (per chi non sapesse Marco è il nome del ragazzo che è stato qui in malesia prima di me, è ancora vivo e non ha acquisito menomazioni fisiche o mentali).
Non so cosa sia successo a Marco. Mi consigliano di farmelo raccontare da lui.
Gli scrivo un email, e lui mi risponde "facciamo così, te lo dirò dopo che sarai andato via da quell'hotel"... insomma quando mi sarò definitivamente trasferito nell'appartamento. Poi aggiunge "non ti dico nulla, ma magari te ne accorgerai da solo prima".
Allora io ho risposto che se è qualcosa per cui non posso farci nulla, beh allora effettivamente potrebbe essere meglio non saperlo. Ok, voglio iniziare ad escludere alcune possibilità: spero innanzitutto che non sia stato costruito sopra il solito cimitero indiano, o inca o atzeco (lo so che sono in asia e non in centro america, ma non si sa mai). Altra possibilità che mi viene da escludere è che sia stato derubato in camera, me l'avrebbe detto prima della mia partenza se fosse avvenuto.
Allora, rimangono poche possibilità... è un hotel di mignotte? ...ci sono le telecamere al cesso che spiano mentre mi faccio la doccia? ...nell'impianto dell'aria condizionata vive godzilla?
Ok ok ok, non ha senso viaggiare troppo con la fantasia... sicuramente mi allontanerei troppo dalla realtà, però ammetto che mi rimane una bella curiosità.
Se avete idee malsane scrivetele pure nei commenti!!!

ciao

lunedì 19 marzo 2007

Ancora alimenti

Me lo dicia lu professore de agricoltura alle elementari... attento a li fast-food mmascherati da ristoranti.

Inizio la carrellata con Mr Teppanyaki, il posto piu' unto della malesia. No signori, non mi sto riferendo al solo cibo... ogni tavolo, le sedie, lo stesso pavimento... sembra di ghiaccio... ci vogliono anni per depositare una quantita' d'olio simile. Non e' una roba che si puo' improvvisare... nono!
La mia sedia fatica a stere ferma. E pensare che ho anche mangiato il cibo che mi hanno portato... solita bibita con ghiaccio: Mamma, puoi stare tranquilla se il ghiaccio fosse stato nocivo sarei morto da giorni.

stasera invece sono andato da uno di cui neanche ricordo il nome... e cazzo, sembrava un ristorante... invece m'ha fregato, anche esso un fast-food... oh..non vi preocupate di giorno faccio pranzo sempre alla mensa dell'azienda e anche di sera mangio quasi sempre roba non preconfezionata. Ad esempo ieri sera ho mangiato un uno di quei stand che si trovano per strada. Dei noodles davvero buoni (in malese noodles~spaghetti si dice Mee)... ad un tratto c'era una topolona che mi stava guardando, al che mi giro, la guardo negli occhi e le dico: che schifo che fai!!!
Purtroppo non era la Scarlett Johansson orientale, ma proprio una pantegana di 15cm che affamata guardava i miei spaghettini... peccato se ne sia andata subito, altrimenti avrei messo pure la foto, per la vostra gioia, ed invece vi dovete accontentare di quel coglione di Teppanyaki.

Cmq come qualita' del cibo quello con la topolona batte di gran lunga gli altri due... Consigliato!!!

Su queste note di pellame e caciotta (gusto rulez) me ne vado verso "casa" a guardarmi qualche bel filmetto, magari mi butto sulle animazioni di Miyazaki...

...ciao a tutti

p.s. nel caso avessi commesso tanti errori d'ortografia e' perche' il monitor di sto cazzo di internet caffe' fa vomitare.
baci

sabato 17 marzo 2007

KLCC

Ciao Cari, è sabato pomeriggio (15.55), vi sto scrivendo direttamente dalla base delle petronas towers, sono nel Kuala Lumpur City Center. La wireless è ovunque :) metto anche una fotina live che mi scatto proprio ora.

Oggi è stato il mio primo giorno con i mezzi pubblici, non costano una pippa. Praticamente con euro 1.50 si ha accesso ad ogni tipo di trasporto cittadino per tutta la giornata. Devo vedere quanto costano gli abbonamenti per spendere ancora meno. Mi sto muovendo da solo, probabilmente rivedò gli altri ragazzi lunedì.

Ho finalmente la certezza che nel quartiere dove vivo ora (sri petaling), sono assolutamente l'unico occidentale. Qui in centro invece è più facile trovare occidentali, ma sono comunque non così frequenti.

L'hotel di lusso l'ho lasciato ieri, stanotte ho dormito in un "motel", se proprio vogliamo fargli questo complimento, in Sri Petaling... insomma questo motel, il Cottage inn, rientra "a pilu" nella carta dei diritti umani... ma ci sta dentro proprio per poco! Ha un moderno cesso denominato "o cachi, o ti lavi" per la sua particolare conformazione, potete ammirarlo in foto.



Insomma ho deciso che ci passo ancora una notte, perchè diversamente non posso, e domani vado in un hotel umano. Dal primo aprile avrò casa.
Avevo promesso che avrei ospitato tutti voi, ma effettivamente nella mia camera non è che ci sarà tanto posto. L'invito rimane valido per tutti, magari i più sportivi li sistemo in qualche modo, invece chi vuole più calma può stare in un bellissimo hotel a 5 minuti da casa mia, poi mi offrirò come guida di KL. Se avete intenzione di venirmi a trovare l'email la sapete.

Riguardo al viaggio oggi m'è venuta in mente una considerazione in più, molto spesso i viaggi fatti in occidente hanno una componente visiva che predomina sulle altre, direi che qui in Malesia si aggiunge prepotentemente una componente olfattiva non trascurabile. Ogni posto è anche descritto bene dal suo odore (più spesso puzza).
Oggi ho anche fatto un giro per i mercatini qua in centro e la cosa più bella è incrociare gli sguardi della gente, tutti molto curiosi verso ragazzo chiaro di pelle, tutto sudato per il caldo incredibile, che con la sua borsa a tracolla cammina con un sorriso di stupore stampato sulle labbra... santa madonna, girare qua mi mette una serenità smisurata.

Un saluto a Cristiana che stanotte alle 3.30 mi ha fatto uno squillo, non ti preoccupare non stavo dormendo perchè quella caspio di bettola dove stavo sembrava il porto di genova.

Per concludere metto le impressioni della prima settimana Malese. Ragazzi, se vi capita l'opportunità di andare a vivere per un po' in un paese diverso dal nostro NON PERDETELA ASSOLUTAMENTE. L'esperienza che si fa è impagabile, senza prezzo.

Vi saluto qua, non so se domani avrò internet, cmq ci sentiamo presto.

ciao, un abbraccio a tutti